Google Stadia, la maturazione è arrivata? – RECENSIONE

Dopo sei mesi quali saranno i passi avanti fatti da Google Stadia? Scopritelo nella nostra recensione completa.

Soltanto alcuni anni fa accostare il concetto di streaming al mondo dei videogiochi sembrava un qualcosa di totalmente astratto. Un binomio quasi impossibile per via dei molti dubbi legati alla latenza e alle performance. In barba a questi timori, Google Stadia ha promesso di offrire l’esperienza ludica in streaming definitiva, senza bisogno di cimentarsi in costosi e complessi montaggi di un Gaming PC di fascia high-end. Google ha davvero rispettato le promesse? Scopriamolo subito nella nostra recensione.

Una recensione tardiva direte voi, ma proprio sei sono i mesi che abbiamo voluto attendere per tirare le somme sul lavoro svolto da Google. Abbiamo insomma voluto concedere a big G il tempo di limare tutti i difetti di gioventù, inevitabili per un progetto così ambizioso come quello di Stadia. Google ad oggi ha sicuramente compiuto dei notevoli passi avanti ma per capire il progetto di Stadia occorre apprendere un concetto fondamentale ma molto spesso dimenticato. Google Stadia non è prodotto per i comuni hardcore gamer ma un modello pensato per più per i casual gamer. Coloro cioè che abbracciano una ristrettissima schiera di titoli e non hanno intenzione di investire in console o PC.

Tante, troppe promesse…

La comunicazione, in fase di presentazione di un prodotto, è un aspetto estremamente fondamentale ed è sempre bene tenere a mente che le promesse, in campo videoludico, rappresentano un terreno estremamente minato. Parlare di 4K 60fps, grafica PC di livello extreme e tanto altro crea un livello di aspettativa non indifferente il quale, se disatteso, può ritornare indietro come un doloroso boomerang in grado di segnare per sempre la fiducia degli utenti. In occasione del periodo di prova gratuita abbiamo rispolverato la creatura di Google e, sebbene i miglioramenti siano palpabili (in termini di esperienza di gioco), siamo ancora ben lontani da quel concetto di fluidità e qualità promesso dall’azienda di Moutain View.

Stadia Gameplay

Se da un lato ritroviamo un’esperienza ludica più matura su Chromecast, con una qualità e stabilità dell’immagine senza dubbio di notevole qualità, dall’altra parte ci ritroviamo invece a fare i conti con un prodotto che su altre piattaforme sembra ancora soffrire di alcuni problemi che in alcuni casi hanno reso l’esperienza ludica poco appagante. Sul nostro MacBook Pro 13 pollici 2017 utilizzato per il test non si sono fatti attendere artifici grafici, lag, frame drop e stuttering che hanno accompagnato una qualità visiva in generale meno brillante rispetto a quanto abbiamo potuto ammirare su Chromecast Ultra. Nonostante la buona responsività dei comandi (un aspetto non trascurabile in ambito gaming) è apparso chiaro come Google Stadia abbia bisogno di ulteriore tempo per offrire una qualità visiva universale all’altezza delle promesse fatte. Il confronto con un PC di fascia alta è infatti quantomai imbarazzante per la piattaforma di Google che non riesce a reggere il confronto con un simile rivale attestandosi ai livelli di una comune console casalinga. Risultati senza dubbio strabilianti se consideriamo la conformazione del servizio ma ben lontani da quell’ambizioso miraggio che onestamente non ci ha mai convinto sin dal primo annuncio.

È però giusto mettere in luce i grandi passi avanti fatti in questi mesi, passi che hanno reso Stadia un prodotto certamente appetibile per i casual gamers in cerca di qualche semplice minuto di svago senza troppi fronzoli per la testa legati a risoluzione o framerate. Per i giocatori appassionati c’è sicuramente ancora da attendere.

Un investimento sicuro?

Conviene davvero investire su Stadia? Sotto questo aspetto difficile parlare di convenienza o meno del servizio perchè investire sull’hardware, per un casual gamer, rappresenta sicuramente una spesa ben superiore rispetto a quanto offerto da Stadia.
L’abbonamento Stadia Pro ad oggi offre senza dubbio la migliore esperienza possibile e alcuni titoli gratuiti inclusi nel catalogo (tra cui Destiny 2 ed il nuovo arrivato PUBG) rappresentano sicuramente un valore aggiunto che ripaga del costo mensile di accesso al servizio.

Quello che ancora non convince è il pacchetto Premiere Edition, un pacchetto senza dubbio ricco di contenuti ma che ad oggi rappresenta un azzardo se non siete davvero sicuri di rinnovare il vostro abbonamento. Il prezzo di 129 euro non vale ad oggi il rischio nel momento in cui non siete convinti e vi state avvicinando a Stadia solo per mera curiosità. In questo caso reputiamo più proficuo sottoscrivere un abbonamento Pro (offerto gratuitamente per due mesi in questo periodo) così da essere sicuri di ritrovare in Stadia un prodotto all’altezza delle vostre aspettative. E’ bene poi sottolineare come molti titoli siano giocabili unicamente acquistando la licenza e su questo aspetto la politica di prezzi applicata da Google è ancora una volta poco convincente visti i costi di alcuni titoli ormai obsoleti rivenduti a prezzo quasi pieno (70 euro per Assassin’s Creed Odyssey, 60 euro per Borderlands 3 e via dicendo).

Google Stadia insomma risulta ad oggi un cantiere ancora aperto, lontano dalle promesse fatte da Google in fase di presentazione, con alcuni spigoli ancora da limare sotto il profilo dei costi. Senza dubbio siamo più vicini alla propria meta ma è arrivato ora il tempo della resa dei conti, il tempo che Google si rimbocchi davvero le maniche sotto il profilo dell’offerta ludica e tecnica prima che Project xCloud di Microsoft abbia la possibilità di fare la voce grossa in una corsa alla leadership del mercato tutt’altro che scontata.

Recensione