43 comuni del leccese dicono NO alla rete 5G

5G sì o no? Ecco cosa sta accadendo in provincia di Lecce.

Torniamo a parlare della rete 5G, la nuova era della comunicazione mobile, la cui sperimentazione sta andando molto a rilento nel nostro paese. Perchè? Non sembra essere ben vista da una fetta della popolazione.

Oggi anche il comune di Martano si unisce alla NO al 5G, portano a 43 il numero di comuni nel leccese che hanno detto no al 5G, vietando qualsiasi tipo di sperimentazione. Un risultato molto apprezzato da Vox Italia, movimento politico contrario alla nuova tecnologia di rete 5G. Il movimento, domenica 21 giugno ha organizzato un flashmob contro il 5G a Lecce,  in piazza Sant’Oronzo, portando i cittadini a porre maggiore attenzione a questo problema.

E’ un grande risultato che dimostra sindaci coraggiosi contro le lobby del 5G.

Secondo Vox Italia, lo sviluppo e l’utilizzo delle rete 5G porterebbe gravi problemi per la salute umana e l’ambiente. Questo è quanto emerge da numerosi studi medico-scientifici nazionali ed internazionali che attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche, emesse da tecnologie di comunicazione senza fili.

Nel 2019, un documento pubblicato dal Comitato scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Commissione europea, afferma come il “5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche”.

La rete 5G è davvero nociva?

Al momento non vi è nessuna certezza scientifica che possa attestare che il 5G non sia nocivo per la salute umana. È su questo punto che i contrari a tale tecnologia stanno cercando di bloccare l’espansione e l’installazione delle antenne 5G. Tuttavia la rete 5G sfrutta tecnologie cellulari già ampiamente utilizzate dalle altre tipologie di rete. È proprio per questo che non ha molto senso l’ostracismo nei confronti nella conversione a 5G delle attuali reti cellulari.

Allo stato attuale, i comuni contrari al 5G stanno adottando queste ordinanze per bloccare qualsiasi tipo di sperimentazione nel territorio comunale. Come emerso in una recente bozza del decreto Semplificazioni del Governo, però, sembra che presto verrà limitata la possibilità che i sindaci possano adottare tali misure.

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