Trump bannato dai social: i leader europei condannano l’accaduto

Trump bannato dai social? I leader europei non ci stanno e chiedono chiarezza. Fanno bene oppure no? Esiste una soluzione?

Nel corso delle ultime ore, molti leader europei si sono detti preoccupati da quanto accaduto sui social negli ultimi ore. Trump, a seguito di numerosi “richiami” da parte di tutte le piattaforme social, è stato sostanzialmente bannato ovunque. Di cosa hanno paura i leader europei?

trump social

Perché Trump è stato bannato dai social?

In un mondo dove le fake news corrono veloci sui social, i social stessi devono giustamente tutelare e proteggere i propri iscritti. A volte questo passa dal ban di pagine Facebook, account Twitter e Instagram.

Non solo fake news: tutte le piattaforme condannano e puniscono l’uso improprio delle piattaforme anche per quel che riguarda incitamento ad odio e razzismo in tutte le sue forme.

piattaforme social

Tutto ciò è regolato dai ToS di Facebook, Instagram e ovviamente Twitter. I “Terms of Service” regolano non solo i comportamenti degli utenti, ma anche come i dati degli stessi utenti vengono gestiti e conservati dalle piattaforme. Proprio in questo periodo, i nuovi ToS di WhatsApp stanno facendo discutere per l’introduzione di alcune novità che legano, almeno in USA, maggiormente la piattaforma a Facebook.

I social quindi devono essere un luogo sicuro per gli utenti sia per quel che riguarda i dibattiti che per la divulgazione di notizie. È noto infatti come tutte le piattaforme stiano lavorando per limitare le discussioni su fake news oltre che l’incitamento all’odio razziale e tutte le discriminazioni.

Trump è stato in grado di violare ripetutamente molte delle condizioni imposte dalle piattaforme social. Essendo poi una persona molto in vista, è stato facilissimo per tutti i social individuare, oscurare i contenuti che violavano i ToS e, successivamente, bloccare e cancellare gli account del 45° Presidente degli USA.

Ovviamente la decisione ha fatto in ogni caso discutere pur essendo molto chiara e “naturale” rispetto ai fatti accaduti soprattutto ultimamente.

I commenti di alcuni leader europei

Sembra però che i leader europei non abbiano accettato di buon grado la decisione dei Social americani muovendo più di qualche dubbio sulla questione.

europa social

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha infatti affermato che sia “problematica” la decisione di Twitter di sospendere l’account di Trump. Il ministro francese dell’Economia ritiene invece che la regolazione dei “giganti del web” non può essere decisa dalle piattaforme stesse.

Le perplessità non finiscono qui. L’esponente francese della regolamentazione della Rete si dice “scioccato” dalla scelta di Twitter. Secondo lui non doveva essere la piattaforma social a prendere la decisione.

Il commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton non condivide il fatto che possa essere un CEO di un’azienda a decidere di bloccare un utente su una piattaforma digitale. Afferma inoltre che è sconcertante quanto sia diventato grande il potere delle piattaforme social e questo per lui evidenzia quanto sia debole il modo in cui è regolata la società online.

Commenti simili arrivano anche dall’europarlamentare tedesco Manfred Weber, capogruppo del Ppe.

C’è davvero un problema?

Per troppo tempo, le istituzioni hanno girato la testa dall’altra parte e hanno sottovalutato l’importanza della rete. In questo tempo, il web è cresciuto, maturato, sono stati creati equilibri tra utenti e piattaforme social e non solo che sono ormai ben radicati.

Tra USA ed Europa da tempo stanno insorgendo problemi riguardo al pagamento delle tasse da parte dei colossi del web che operano praticamente ovunque. Dal canto proprio, l’Europa cerca di regolare attività commerciali e traffico web sul proprio territorio. Dall’altra parte le aziende cercano di fare i propri interessi nel rispetto della legge.

Nel corso degli ultimi anni il web è stato al centro di molti dibattiti di natura commerciale oltre che nel trattamento dei dati proprio da parte delle istituzioni. L’Europa ha cercato di regolare in modo chiaro il trattamento dei dati di tutti i cittadini chiedendo a tutti coloro che operano sul web trasparenza.

È certo che per alcune situazioni serva un ente superpartes, che sia in grado di prendere decisioni in modo chiaro e che regoli ciò che accade online.

Il massimo sarebbe quello di istituire una sorta di Nazione democratica del web con vere istituzioni, enti regolatori e chiare regole per tutto e tutti. Tutti devono avere la possibilità di esprimersi, nel rispetto degli altri utenti. Continuare a pensare ciò che accade limitati dai propri confini territoriali porterà difficilmente ad una risoluzione che possa conciliare aziende ed istituzioni.

Ritengo complesso che si opti per una soluzione del genere, ma una cosa è ormai chiara da tempo: il web condiziona scelte e vite di ciascuno di noi.

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