Crisi dei chip: TSMC al lavoro con Sony?

La crisi dei chip sta diventando davvero complessa. Ecco la soluzione di due big del tech.

La crisi dei chip sta investendo da mesi il mercato globale. A mancare non sono solo i componenti per smartphone, tablet e pc, ma anche quelli per le auto. Questo causa forti ritardi nella produzione dei veicoli facendo slittare le consegne e innervosendo la clientela.

crisi dei chip

In questo contesto, Sony e TSMC sembrano voler trovare una sorta di accordo in modo tale da realizzare un impianto di produzione condiviso in Giappone.

L’operazione atta a porre parziale rimedio alla crisi dei chip potrebbe portare la realizzazione di una nuova fabbrica nella parte ovest del paese con un investimento che potrebbe aggirarsi attorno ai 7 miliardi di dollari. Il governo giapponese giocherà un ruolo fondamentale nella vicenda perché dovrebbe finanziare la metà dell’investimento.

TSMC e Sony non sono le uniche aziende interessate alla realizzazione del nuovo impianto: sembra probabile anche la partecipazione di Denso, uno dei marchi del gruppo Toyota. Come detto, quello dell’automotive, è uno dei mercati più colpiti dalla crisi dei chip.

Stando a quanto si apprende da Nikkei, è TSMC a volere fortemente questo investimento. L’azienda taiwanese infatti sta vivendo una fase molto complessa vista la situazione attuale e sta cercando di rivedere attivamente i propri progetti. Il sì definitivo pare infatti che dipenda direttamente da TSMC che sta per decidere se iniziare o meno questa collaborazione con Sony ai fini di risolvere, almeno parzialmente, la crisi dei chip.

Sony ha abbandonato la produzione di chip in larga scala nel corso del 2010: il governo giapponese spera invece che il probabile accordo con TSMC riporti l’azienda ai fasti di qualche tempo fa.

Qualora tutti i soggetti coinvolti dovessero trovare un accordo, di sicuro servirà qualche tempo per vederne i veri frutti. Ciò che è certo che va trovata una soluzione alla crisi dei chip. Molti settori stanno subendo gravi perdite economiche che potrebbero bloccare gli investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti.

Non resta che attendere per scoprire come andrà a finire la vicenda.

Rumor